Apparire ?

E` una “malattia” che colpisce soprattutto i politici ma anche nell’ ambiente sportivo ci sono moltissimi elementi afflitti da questo virus.Solitamente, il numero delle apparizioni é inversamente proporzionale alle doti dei vari protagonisti.
Infatti, coloro che si impegnano per il prossimo e si danno quindi molto da fare, non hanno bisogno di mettersi in evidenza dato che il loro stesso agire li porta inevitabilmente alla ribalta. Tuttavia, proprio perché impegnati, l’ ultima delle loro preoccupazioni é proprio quella di mettersi sotto i riflettori.

Invece, tutte quelle persone che per pigrizia o per scarse qualità intrinseche fanno poco o nulla, sentono un irrefrenabile impulso ad apparire.
Succede così che, anche del nostro ambiente, quando ci sono delle manifestazioni importanti eccoli a girovagare davanti alle telecamere della Tv, ai fotografi, ecc. sfoderando sorridenti poderose dentiere a sessantaquattro denti come se tutto dipendesse da loro.

Ammetto che, pur ritenendoli ridicoli, mi hanno sempre fatto incavolare.
Sono persone che, in fase d’organizzazione e di conduzione, non si fanno mai vedere. Assumere dei compiti, e quindi dei lavori, é per loro impensabile.

Al massimo si presentano a cose fatte per criticare, questo Si, anzi é una parte irrinunciabile delle loro prerogative !
Si tratta probabilmente di una questione di educazione, di carenze giovanili o passate umiliazioni, che provocano in questi individui questo insano impulso a presentarsi per ricevere immeritati consensi.
I miei genitori mi hanno inculcato un sentimento del tutto opposto dicendomi:
.- Bisogna essere modesti, umili, evitare di mettersi in prima linea !.-

Devo ammettere che é un principio senz’altro sano e corretto ma, se portato all’ ennesima potenza, può anche diventare stupidamente auto-castrante. Anzi, mi sono accorto che poi, quando questo modo di pensare diventa una specie di “regola di vita” si scivola facilmente in una situazione che definirei di falsa modestia !
Succedeva, quando mi si chiedeva come andavo a scuola, che rispondevo schernendomi:
.- Abbastanza bene, grazie !.-

Una risposta del tutto inveritiera e cretina alla faccia dell’ “abbastanza bene” dato che concludevo l’ anno con una media di 5,75 (quando il massimo era 6) sapendo che la nota peggiore era il 5 in ginnastica perché, alle elementari, ginnicamente ero una frana !

In età adulta, questo modo di comportarmi ha fatto si che, malgrado gli innumerevoli impegni organizzativi, non sia in possesso di uno straccio di fotografia a testimonianza del mio agire.

Sia come Giudice Arbitro agli Internazionali di Svizzera del 1968 a Lugano, sia poco dopo nel quadrangolare femminile Norvegia, Austria,Ungheria e Svizzera di Castagnola, e in tutte le successive innumerevoli manifestazioni organizzate nei dieci anni di direzione del TC Lido Lugano, le foto ufficiali presentano di volta in volta i vari protagonisti, io escluso , e tutta una serie di sorridenti nullafacenti che si sono fatti immortalare a sbafo !

Stupidamente quindi, perché tutto sommato é colpa mia, mi restano solo i ricordi, sempre molto vivi nella memoria, ma documenti fotografici che comprovano l’ accaduto... assolutamente No !

Del resto, in ventuno anni di TV, mi sono lasciato inquadrare al massimo due volte per pochi secondi. Dicevo ai cameraman che mi seguivano:.- Prendi in primo piano solo il microfono e poi inquadra il soggetto.-

Loro stessi ne erano sorpresi e sovente mi hanno chiesto: .- Ma perché non vuoi essere inquadrato come fanno tutti ?.-
Fedele al mio sciocco principio non potevo dire loro la verità perché affermare che era una forma di modestia... sarebbe stato immodesto !

Dicevo: .- Devi evitare d’ inquadrarmi per non fare scendere l’ audiens !.-

Ridevano e mi accontentavano.

Di conseguenza mi si sentiva molto sovente ma non apparivo mai. Questo non impediva però che, incontrando gli amici, mi sentissi curiosamente dire:

.- Ti vedo sempre in Televisione.-